Manifesto

Le conquiste sociali e civili partono dal basso ed è dal basso che nasce e prende forma ExO il primo Comitato Etero pro Omo.

In tempi in cui l’integralismo religioso è più diffuso e pericoloso che mai, essendo la sua risonanza incrementata dalla potenza dei media con i quali le autorità ecclesiastiche cristiane, islamiche, ebraiche e via dicendo hanno preso ormai piena confidenza e dimestichezza, cresce sempre più l’urgenza di difendere quella straordinaria concezione su cui si sono concentrati gli attacchi in particolare di papa Benedetto XVI e dei vertici del potere islamico: il relativismo, fondamento della società democratica a partire dalla sua formulazione ad opera del filosofo sofista Protagora di Abdera, il quale nel V secolo a.C. sentenziò: “L’uomo è misura di tutte le cose”.

Il termine relativismo, a cui le alte sfere vaticane tentano di affibbiare un’accezione dispregiativa nell’uso comune (assieme d’altronde a laicismo), attentando in tal modo al linguaggio, su cui si fonda la nostra intera esistenza (giacché “noi dimoriamo nel linguaggio”), indica invece quella prerogativa indispensabile del vivere in comunità: il rispetto per la diversità.

Ed è proprio a tutela del rispetto per la diversità – nel dettaglio, le differenze di identità, orientamenti, comportamenti e scelte sessuali – che si costituisce ExO – Comitato Etero pro Omo.

ExO è una libera associazione di individui eterosessuali, assolutamente a-gerarchica ed egualitaria, che si propone di sostenere la causa della battaglia per la parità dei diritti dei cittadini gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

Obiettivo di ExO è portare a pubbliche manifestazioni, quali ad esempio il Gay Pride, una rappresentanza di eterosessuali che si schieri apertamente, con decisione ed in piena trasparenza, a fianco dei compagni della comunità GLBT, troppo spesso lasciati finora soli nella lotta per la sacrosanta uguaglianza tutt’ora calpestata, rifiutata, umiliata, in una società clericale, sessista, razzista, intollerante o falsamente tollerante.

Chi aderisce ad ExO è fermamente convinto del fatto che dimostrare che una larga fetta di eterosessuali non si vergogna di sfilare per le città insieme ai propri concittadini gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer, senza il timore di veder intaccate virilità e femminilità – quasi come se avere gusti erotici condivisi dalla maggioranza fosse motivo di vanto – aumenti il peso delle richieste per i pari diritti reclamati dalla comunità GLBT.

ExO si fonda dunque sui valori della libertà di coscienza e di scelta, solidarietà, laicità. Si tratta di un comitato antirazzista, antitotalitario, antifascista e libertario, nonché ecologista e pacifista, ma di un pacifismo combattivo ed agguerrito, per nulla passivo, tanto meno acritico.

È perfettamente aperto a qualsiasi tipo di collaborazione da parte di chiunque ne condivida i principii alla base, senza limiti di età e per sostenerlo può essere sufficiente presenziare a pubblici eventi.
Non esistono tessere né quote associative. Il comitato non gestisce denaro e si serve del metodo della colletta e dell’offerta nel caso in cui dovessero essere affrontate spese per il materiale comunicativo (striscioni, manifesti, cartelli, etc.).
Ciascuno gode dello stesso peso in ambito decisionale, senza alcuna priorità di anzianità o posizione all’interno del comitato. Anche l’ultimo arrivato ha la medesima rilevanza e merita di essere ascoltato al pari di un socio fondatore. Ogni proposta viene vagliata dalla collettività dei partecipanti alle riunioni organizzative. Le deliberazioni necessitano dell’unanime soddisfazione. La censura è ripudiata, il dissenso considerato nobile ed imprescindibile.

ExO si appoggia al Circolo Mario Mieli, del quale condivide gli ideali, ed è pronto a legami di cooperazione con qualsiasi altra entità associativa che abbia fondamenta ideologiche affini al comitato.

ExO sostiene l’introduzione dei Pacs nell’ordinamento giuridico italiano e l?estensione del diritto di contrarre matrimonio alle persone dello stesso sesso, con gli stessi effetti previsti dall?ordinamento per il matrimonio fra persone di sesso diverso.

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6 risposte a “Manifesto

  1. Ciao a tutti,
    complimenti per l’iniziatva e da parte mia tutto il mio appoggio.
    Vi metterò come link e se volete (una intervista, quattro domande, un sunto del manifesto) faccio anche un post.

    Mi interessa segnalarvi la nascita dell’associazione radicale “Certi Diritti” http://www.certidiritti.it che ha come finalità quello dell’ugualglianza dei diritti e come strategie principali quella di intraprendere iniziative giudiziarie.

    In bocca al lupo e fatevi un giro sul mio blog, se vi piace!

    Gian Mario Felicetti
    http://www.famigliafantasma.it

  2. Vogliamo eccome! 🙂 Grazie anticipatamente, dunque. Mi arriva la mailing list di certidiritti: una bella iniziativa, direi.
    A presto.

  3. Ciao. Ottima cosa. Chiedo il permesso di ripubblicare il vostro manifesto sul mio blogghettino, mantenendo i link.

    (di mettervi come link, invece non chiedo permesso e lo faccio quanto prima)

    claudio brovelli aka emmeesse

  4. Il permesso non potrebbe che essere accordato con somma gioia.

  5. Eterosessuale, maschio, di sinistra e generoso = individuo che si preoccupa dei diritti altrui a costo di trascurare i propri.

    Omosessuale = individuo portatore di istanze egualitarie nel momento stesso in cui acconsente che la società lo classifichi come diverso.

    Femminista = individuo portatore di istanze talmente paritarie che non disdegna sostegni e spintarelle a discredito proprio e a scapito dell’altro.

    Eccetera.

    Volete capirlo che non esistono categorie ma solo persone reciprocamente indispensabili?

    Basta con l’ottusità delle etichette: non esistono etero pro gay, ma solo persone pro persone. Finché non lo capiremo saremo tutti perdenti.

    Saluti e… cambiate mentalità. Le conquiste sperate arriveranno molto prima.

  6. Questo comitato è nato in accordo con il movimento omosessuale stesso per rendere mediaticamente visibile la partecipazione etero alle manifestazioni omo.
    Le tue parole sembrano tratte da un film liceale americano.
    La cosa sulle persone al di là delle etichette non venire a dirla a me: va’ a spiegarla ai fascisti che pestano i gay.
    E’ ovvio che le categorie non esistono né per noi né per il Mario Mieli. Queste associazioni nascono appunto per superare l’ottica di chi le categorie le vuole rigide ed in base ad esse discrimina.
    Dunque temo che la tua sia solo vuota retorica che fa il gioco del razzista.
    Saluti e studia qualcosa in più soprattutto sul femminismo.

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