I militari per strada

Città più sicure!

Mica per tutti…

Nuova aggressione contro una ragazza lesbica

Nei pressi del Coming Out a Roma una ragazza omosessuale è stata insultata e picchiata (leggi l’articolo qui).

Non è curioso il fatto che sia accaduto proprio nel giorno in cui le frange più omofobe del Parlamento italiano hanno promosso il pacchetto sicurezza?

Lancio un appello agli aggressori: suvvia, non c’è bisogno che arriviate a tanto per dimostrare che siete dei veri uomini. Ci crediamo, ci crediamo.

Piccoli, loro, che devono alzare le manine per fare i maschietti!

Incendiato il Coming Out

E’ stato incendiato ieri il principale locale della comunità GLBT romana, il Coming Out di Via San Giovanni in Laterano.
Me li immagino già gli autori a ridere e brindare, divertitissimi e soddisfatti. Bifolchi senza palle e senza onore.

Campagna omofoba del Ministero degli Interni

IL MINISTERO DEGLI INTERNI AVVIA UNA CAMPAGNA OMOFOBA CONTRO LE COPPIE GAY SPOSATE ALL’ESTERO IN PALESE VIOLAZIONE DELLE DIRETTIVE E RISOLUZIONI COMUNITARIE. LA CIRCOLARE N. 55 PER I SERVIZI DEMOGRAFICI E’ UN VERO E PROPRIO ATTO DI OMOFOBIA ISTITUZIONALIZZATO. CHIEDIAMO IL RITIRO IMMEDIATO DELLA CIRCOLARE.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI.

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e Sergio Rovasio, membro della Direzione della Rosa nel Pugno:

“Il nostro Ministro degli Interni, per obbedire evidentemente alle gerarchie clericali e vaticane, oltre a voler vietare il GayPride durante l’Anno Santo, si è fatto ora paladino e promotore di una crociata contro le coppie gay sposate all’estero che risiedono in Italia.

Lo scorso 18 ottobre il Ministero degli Interni ha diffuso la Circolare n. 55 (protocollo 15100/397/0009861) che elenca una serie di iniziative per contrastare il riconoscimento delle coppie gay sposate all’estero e dove si invita addirittura il Ministero degli Esteri a modificare i contenuti della Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976 perché sui moduli del riconoscimento delle coppie sposate all’estero non è precisata la variazione del sesso degli sposi. Tra le altre assurdità elencate nella circolare ministeriale, vengono invitati gli ufficiali dello Stato civile a porre “particolare cura alla verifica che i due sposi siano di sesso diverso” in violazione dei più elementari diritti umani e civili dei cittadini in particolare delle persone glbt.

Chiediamo che questa circolare venga immediatamente ritirata dato l’evidente contrasto con le risoluzioni comunitarie contro l’omofobia del 18 gennaio 2006 e del 26 aprile 2007. Forse il Ministro degli Interni ha dimenticato che il 2007 è l’anno europeo delle non discriminazioni e questa circolare dimostra come invece l’omofobia divenga un fatto istituzionalizzato proprio da coloro che la dovrebbero combattere”.

Di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare urgente presentata questa mattina dai deputati radicali Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Sergio D’Elia, Donatella Poretti e Bruno Mellano:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro per gli interni,

al Ministro per gli affari esteri

Al Ministro per le Pari Opportunità

Premesso che: Il 18 ottobre 2007, è stata emessa dalla Direzione centrale per i servizi demografici del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali, incardinato presso il Ministero degli interni, la Circolare 55 (Protocollo n.15100 /397/0009861), con oggetto: “Matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso. Estratti plurilingue di atti dello stato civile”;

nell’atto richiamato, firmato dal prefetto Annapaola Porzio, Direttore centrale dei servizi demografici, si afferma che: ” Tale convenzione, come è noto, prevede un modello plurilingue (formula B), utilizzato per la redazione dell’estratto dell’atto di matrimonio che, contratto in uno Stato, deve essere trascritto in un altro Stato. Tale modello, non specifica il sesso degli sposi e, al contrario, parlando di sposo e sposa, potrebbe indurre a ritenere che i due siano sempre di sesso diverso ?, al fine di indicare con chiarezza il sesso degli sposi, ma tale intervento, qualora fattibile, potrebbe richiedere tempi lunghi, trattandosi di modificare un allegato ad una convenzione internazionale ? il nostro ordinamento non ammette il matrimonio omosessuale e la richiesta di trascrizione di un simile atto compiuto all’estero deve essere rifiutata perché in contrasto con l’ordine pubblico interno.” Nella circolare si conclude che: “Si richiama pertanto l’attenzione degli ufficiali di stato civile affinché al momento di trascrivere un matrimonio contratto all’estero da un cittadino, , eventualmente richiedendo direttamente al cittadino o al consolato che ha trasmesso la pratica, in caso di dubbio, un documento di identità dal quale si evinca inequivocabilmente il sesso degli interessati “;

La convenzione a cui si fa riferimento nella circolare 55, è la Convenzione di Vienna l’8 settembre 1976 e la Legge 21 dicembre 1978, n. 870, reca: “Approvazione ed esecuzione della convenzione relativa al rilascio di estratti plurilingue di atti di stato civile, firmata a Vienna l’8 settembre 1976.”

Per sapere:

– se con questa circolare, in particolare con riferimento alla frase “E’ stato già interessato sull’argomento il Ministero degli esteri per verificare l’eventuale possibilità di un aggiornamento della predetta modulistica” si intenda proporre in sede comunitaria un adeguamento agli standard italiani, della modulistica prevista dalla Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976;

– se non ritengano che l’applicazione differenziata della legislazione straniera in materia di matrimonio od unione registrata, a seconda che riguardi una coppia composta da persone di sesso diverso o persone dello stesso sesso, non equivalga ad una discriminazione basata sull’orientamento sessuale proibita dall’ordinamento italiano e comunitario come da risoluzioni comunitarie contro l’omofobia del 18 gennaio 2006 e del 26 aprile 2007;

– se intendano adottare delle misure per evitare in futuro atteggiamenti omofobici e discriminatori nei confronti delle persone GLBT da parte di funzionari del Ministero degli Interni e di quelli pubblici in genere;

– a quali pratiche intende riferirsi la circolare quando invita i funzionari di Stato civile a

porre “particolare cura alla verifica che i due sposi siano di sesso diverso “;

– Se sussista la fattispecie prospettata dalla Circolare 55 di contrasto con l’ordine

pubblico interno in considerazione: del combinato disposto della Legge 74 del 1987 con la legge 898 del 1970, dal quale si evince che se uno dei coniugi cambia sesso la coppia può rimanere sposata e dalla sentenza 494 del 28 Novembre 2002 che ha statuito un chiaro concetto per cui un “ordine pubblico familiare” è insostenibile giuridicamente in quanto suscettibile di conformare in senso limitativo i diritti della persona.

Aboliamo il reato di omosessualità in Nicaragua

Firmiamo tutti la petizione per abolire il reato di omosessualità in Nicaragua.

http://www.petitionon…

Trans multate perché vestite da donna

La notizia è questa.
Ricevo e pubblico un comunicato stampa di Jonathan – Diritti in Movimento:

“Siamo sbigottiti e indignati di fronte al mandato attribuito ai carabinieri di Montesilvano di reprimere il fenomeno della prostituzione ricorrendo a una norma del 1931 contro l?uso della maschera in luoghi pubblici.

È stata applicata nei confronti di due persone transessuali che, con evidenza, nulla nascondevano: la loro vita rientra in una precisa scelta di genere, che è stata loro violentemente negata dai carabinieri della città adriatica.

Pensiamo che in questo modo non si reprima il fenomeno della prostituzione. Al massimo si creano una prostituzione di serie A e una di serie B: se sei persona transessuale, dunque “mascherata”, appartieni alla seconda categoria. Mostruoso!

Sconcerta poi che, da quanto pubblicato sulla stampa, gli interventi poggiati sul cavillo giuridico del 1931 siano stati sollecitati dallo stesso prefetto nell’ultimo Comitato per l?ordine e la sicurezza pubblica.

Il prefetto, da importante funzionario dello Stato, pur se principale tutore della sicurezza pubblica dovrebbe chiedersi se questo approccio non produca un danno ben superiore a quello della prostituzione, dal momento che mette in discussione, più in generale, garanzie di uguaglianza delle cittadine e dei cittadini che rientrano in un ambito costituzionale, nonché in quello di una normativa nazionale ed europea, anche in evoluzione, che non risale al Ventennio ma ai tempi odierni …

Non andrebbe sottovalutata l’intelligente considerazione dell’onorevole Luxuria: l’applicazione di quella norma del 1931 potrebbe riguardare, a questo punto, lei stessa mentre si reca al Parlamento.

È improbabile che l’onorevole trovi due solerti carabinieri ad attenderla davanti al portone di Montecitorio (magari per l?occasione in alta uniforme e con pennacchio, perché sicuramente un prefetto puntiglioso si porrebbe anche il problema del giusto protocollo).

Ma è invece certo che far passare per una mascherata la scelta di genere di una persona (che scelga o sia costretta a prostituirsi o meno) alimenta quella persistente cultura discriminatoria che vede nelle persone transessuali personaggi televisivi o, all’opposto, soggetti dediti alla prostituzione.

Dunque l’onorevole Luxuria, che non si prostituisce e che frequenta gli studi televisivi principalmente per la carica che ricopre, è culturalmente equiparata a persona mascherata, con buona pace di una scelta di genere più che consapevole ed assolutamente palese.

Ci sono persone transessuali che lottano ogni giorno per fare quello che vorrebbero: sentirsi sé stesse e avere una vita sociale e affettiva. E lavorare. Persone che raramente riescono in ciò, ostacolate proprio da quella culturaccia che il ricorso all?articolo 85 di una legge del Ventennio altro non fa che alimentare.

Sembra che qualcuno abbia capito poco o nulla della vicenda di Manuela, una persona transessuale con doppia laurea e dunque presumibilmente capace di svolgere un qualche normale lavoro (se il titolo di studio vale qualcosa anche per le persone transessuali), ma costretta dalla vita e dalle discriminazioni a prostituirsi. E, nel prostituirsi, a correre i rischi che l’hanno portata alla morte.

Potremmo divertirci nell’immaginare due imbarazzati carabinieri a spiegare a una persona transessuale, nell’atto di prostituirsi, che “ella sta violando le leggi dello Stato in quanto mascherata”. Avranno o non avranno verificato se i seni stavano appesi con una cordicella o erano proprio veri? Eventuali ciglia finte saranno da considerare maschera? E se il trucco è leggero che si fa?

Però c’è poco da ridere. Che si prostituiscano o no, quelle persone transessuali sono persone e la loro scelta di genere non dovrebbe essere equiparata a una mascherata.

Nel dubbio, signor prefetto: chiedere agli onesti padri di famiglia, ai professionisti, ai manager e ai portavoce se, di notte e lungo il viale alberato, quando si fermano con la loro vettura di fronte a una persona transessuale pensano che sia Carnevale … a proposito: e a Carnevale che si fa? Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dispone l’impiego dell?esercito?”

Gay Pride vietato a Mosca. Picchiati dai nazi

GAY PRIDE DI MOSCA VIETATO: INCIDENTI E PROVOCAZIONI DA PARTE DI GRUPPI DI NAZISKIN, PICCHIATI E POI ARRESTATI DALLA POLIZIA I RADICALI MARCO CAPPATO, NIKOLAI ALEXEIEV, NIKOLAY KRAMOV E OTTAVIO MARZOCCHI. AGGREDITA E SPINTONATA ANCHE LA DEPUTATA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA VLADIMIR LUXURIA.

CONTATTI SONO IN CORSO CON LA FARNESINA E L’AMBASCIATA ITALIANA A MOSCA.

Questa mattina alle ore 10.15 ora italiana, a Mosca, davanti alla sede ufficiale del Sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo.

La delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi, tra gli altri la deputata Vladimir Luxuria di Rifondazione comunista, voleva consegnare al Sindaco di Mosca una lettera firmata da 50 parlamentari europei e italiani dopo che era stato vietato il Gay pride.

Mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un Vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all’iniziativa nonviolenta e poi a picchiare violentemente i radicali. Subito dopo c’è stato l’intervento della polizia che anziché difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare i radicali.

E’ stata costituita presso la sede dei radicali a Roma una cellula di crisi in stretto contatto con la Farnesina e l’Ambasciata italiana a Mosca.